 Come
utilizzare i Fiori?
Prendete dalla vostra boccetta cocktail, 4 gocce 4 volte al giorno
direttamente in bocca a livello sublinguale (facendo attenzione a non
toccare il contagocce con la saliva), per la durata minima di un mese
circa, poi sarà il caso di fare il colloquio di controllo, per
aggiungere o togliere qualche essenza. I momenti importanti sono al mattino a digiuno, e alla sera prima
di coricarsi; le altre due volte, quando si vuole, possibilmente dando
un ritmo agli orari, di solito prima o dopo pranzo e prima o dopo la
eventuale merenda.
Poiché ognuno ha una propria sensibilità e un proprio ritmo di
reazione, nel colloquio di controllo si potrebbe presentare il bisogno
di rivedere qualcosa. Nel frattempo si consiglia di prendere nota di
tutti i piccoli o grandi cambiamenti che si notano e dei sogni che si
presentano.
Le essenze vanno assunte in gocce da applicare sotto la lingua, ma si
possono anche massaggiare su fronte, labbra, polsi, pianta del piede,
palmo della mano, oppure aggiungere all'acqua del bagno. I rimedi
possono essere acquistati nelle farmacie che vendono prodotti omeopatici
o nelle erboristerie.
Come si scelgono?
Non si cerca il fiore per il mal di testa, ma si porta attenzione a come
ci si sente emotivamente quando si ha il mal di testa: perché a parità
di sintomo, esistono cause emozionali differenti che lo generano.
Quali sono le azioni collaterali?
Non ci sono controindicazioni, possono essere associate con qualsiasi
trattamento naturale o chimico, senza effetti collaterali né pericolo
di assuefazione. Al limite si può attraversare per un periodo di
lieve peggioramento dei sintomi, chiamato "crisi
di consapevolezza"
Per quanto tempo possono essere presi?
A tempo indefinito se si vuole, oppure fino alla completa scomparsa
delle motivazioni o dei sintomi che si volevano modificare. All’inizio
sono utili per modificare la situazione generale, poi possono essere
utilizzati per cogliere, approfondire e armonizzare alcuni aspetti di
noi stessi che sono più caratteriali o tipologici. In seguito, capire
le piccole cose che non vanno e prendere i Fiori corrispondenti, ci
aprirà le porte al mondo della prevenzione.
Dopo quanto tempo funzionano i rimedi floreali?
Dipende molto dalla persona e dai sintomi, più sono acuti e prima sono
evidenti i risultati, più sono cronici o comunque di vecchia data e più
tempo è richiesto affinché si noti il miglioramento. Anziani e
adolescenti hanno meno difese degli adulti, quindi i risultati si
ottengono con più velocità. In bambini, animali e piante di
solito i risultati sono immediati, perché la loro energia risulta pura
e incontaminata. Negli adulti dipende dal grado di resistenza mentale, dai
conflitti e dai difetti della personalità fortemente afferrati alla sua
struttura. Di solito un buon trattamento non può durare meno di un anno,
in modo da ottenere risultati
duraturi nel tempo. L'uso dei Fiori di Bach in ogni modo richiede
pazienza; la maggior parte delle persone ottiene qualche risultato
visibile in un
periodo compreso tra una e dodici settimane.
Come si svolgono le sedute?
Un primo ciclo completo comprende tre sedute circa nell’arco di due mesi.
La prima seduta, dalla durata di più di un’ora, consiste nel colloquio
iniziale col terapeuta e nella individuazione e prescrizione
personalizzata dei rimedi. La seconda seduta può essere più breve e si
effettuerà dopo circa 20 giorni, consisterà in un secondo colloquio mirante a riscontrare i risultati dei primi 20 giorni di trattamento e a
modificare, se necessaria, la prescrizione, in base agli eventuali nuovi
elementi venuti a galla in questo arco di tempo, perché può accadere
che dopo un primo periodo di trattamento, scompaiano i sintomi per i
quali si era entrati in terapia e al loro posto emergano altri sintomi,
più antichi, ovvero squilibri che, presenti in maniera latente
nell’organismo, erano all’origine dei disturbi attuali, e ne erano la
vera, occulta, causa. La Terza seduta si
effettuerà dopo altri 20 giorni, e consisterà in un terzo colloquio in cui
si analizzeranno i risultati del trattamento e, se necessario, si rilascerà una prescrizione di mantenimento.
Ci si può abituare ai Fiori di Bach?
Se per abituare si intende che non se ne può fare a meno, direi proprio
che il problema non si presenta, mentre se per abituare si intende che
ci si sente bene insieme ai rimedi floreali, è meglio così. Certo che
se pensassimo di dare tutto in mano ai Fiori, allora il problema si
porrebbe sicuramente, in quanto è bene tenere in mente che siamo sempre
noi i responsabili della nostra vita e delle nostre scelte,
consapevolmente o meno.
Possono non funzionare?
Solo quando non sono quelli giusti, o quando non si prendono come
indicato, o quando, pur essendo esatti,
opponiamo resistenza e non permettiamo a noi stessi di cambiare
l’atteggiamento mentale riguardo la malattia o i nostri problemi.
Allora possiamo trovare un fiore che ci aiuti a sbloccarci oppure
aspettare che maturino i tempi per il cambiamento.
Come
funzionano?
Edward Bach (1886-1936) era un medico e batteriologo di
origine gallese affermato e stimato. Aveva, in più, il dono
della
semplicità
d'animo, attenzione e
amore per tutto quello che gli stava intorno. Notò così che
spesso le persone stanno
male in conseguenza di
disarmonie, di scompensi profondi derivati
dall'esterno: l'educazione ricevuta, i traumi subiti, i
rapporti
individuali e sociali non equilibrati.
E, nelle lunghe passeggiate in campagna, osservando la
vegetazione spontanea, notò anche il comportamento delle
singole specie di
piante: la determinazione a vivere nonostante condizioni
ambientali ostili, la
capacità di difendersi, di superare le varie difficoltà.
L' Impatiens, ad
esempio, quando viene toccata apre le capsule che contengono i semi e li
schizza lontano, per
garantirsi la riproduzione.
Erano gli anni Trenta del secolo scorso. Il dottor Bach
individuò il "carattere essenziale" di alcuni esemplari botanici e si
disse:
perché non trasmetterlo agli uomini per aiutarli quando si
trovano ad affrontare ostacoli dello stesso tipo? Del resto, in natura il
simile
cura il simile, sosteneva
un secolo prima Samuel Hahnemann, fondatore dell'omeopatia,
che Bach seguiva. Forse, noi e i fiori (la parte più
energetica della pianta, perché assimila di più
la luce e la vitalità solare) siamo sulla stessa lunghezza
d'onda. Nell'universo, sappiamo
oggi, tutto è vibrazione, su frequenze diverse. Perché
escludere che certe
frequenze particolarmente alte - quelle dei fiori, come
quelle
dei colori, applicate in cromoterapia - possano interagire
con i campi elettromagnetici del corpo umano?
Il dottor Bach che lo intuì o lo suppose. Per catturare la vibrazione
emozionale del fiore e trasferirla al nostro organismo, costituito in
prevalenza di acqua,
pensò appunto all'acqua. Lì vengono immersi i fiori selvatici; si
espongono al sole, c'è poi la diluizione in acqua e
brandy perché non si
alterino. In questo modo
si ottengono le preparazioni note come "Fiori di Bach'".
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