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Questo stesso albero, originario del Caucaso, è stato introdotto in Europa alla fine del XVI secolo, viene utilizzato anche per l'essenza ricavata dai fiori, che sono molto profumate, oltre a quella ricavata, come in questo caso, dalle gemme, che, sotto uno strato colloso di 14 membrane, nascondono contemporaneamente fiori e foglie. I fiori sono nascosti nel bocciolo insieme al nuovo ramo.
In Fitoterapia si usa
la corteccia e i rami giovani per trattare affezioni circolatorie,
varici e flebiti, ed esternamente per preparare bagni e decotti contro
le emorroidi e le varici ulcerose.
Segnatura:
Chestnut Bud non è
un rimedio ricavato dai fiori dell'ippocastano, bensì dalle gemme. Tale
particolarità sta a simboleggiare le energie in procinto di sbocciare:
la gemma ha in sé la promessa del fiore, dunque contiene l'espansione
futura della pianta, che attraverso i fiori perverrà alla riproduzione,
raccoglie l'energia del nuovo, legata però alla lezione già appresa,
rappresentata dal modello della specie insito nella gemma; allo stesso
modo, il soggetto Chestnut Bud ricaverà beneficio da questo
rimedio evitando di ripetere costantemente gli stessi errori.
L'ippocastano porta poi la segnatura del cavallo: il nome stesso è
legato all'animale, le foglie che cadono dall'albero in autunno lasciano
sui rami segni simili ai ferri di cavallo, mentre gli apici da cui
spuntano le gemme mostrano una somiglianza con gli zoccoli. I cavalli,
almeno secondo la tradizione popolare, sono animali attenti, svegli e
intelligenti; tuttavia, hanno la tendenza a ripetere gli stessi errori,
come sbagliare a saltare sempre lo stesso ostacolo, o mostrarsi ostinati
nel non voler apprendere lo stesso esercizio.
PERSONALITA' DELLA PIANTA:
Ogni anno ripete l'errore di fiorire in una epoca in cui i suoi fiori
sicuramente geleranno. Molto sensibile al freddo, la sua programmazione non le
permette di modificare la sua condotta. Una volta scomparso il
ghiaccio, passa rapidamente da un processo all'altro e torna a rifiorire. MANCANZA DI INTERESSE PER IL PRESENTE PERCHE' INCAPACE DI TRARRE INSEGNAMENTO DALL'ESPERIENZA.
Parola di Bach: "Per quelli che non traggono pieno vantaggio dall’osservazione e dall’esperienza e che impiegano più tempo degli altri per apprendere le lezioni della vita. Mentre un'esperienza sarebbe già sufficiente per alcuni, per costoro ne sono necessarie parecchie prima che la lezione venga appresa. Sono dunque spiacevolmente sorpresi di rifare lo stesso errore in differenti occasioni, quando una volta sarebbe stato sufficiente, oppure quando l'osservazione degli altri avrebbe potuto risparmiare loro questi sbagli". |
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"L'esperienza è il pettine che
ci dà la vita quando restiamo senza capelli." Judith Stern "L'esperienza è quella cosa meravigliosa che ti permette di riconoscere un errore quando lo stai ripetendo." Franklin P. Jones "L'uomo non sa di più degli altri animali; ne sa di meno. Loro sanno quel che devono sapere. Noi, no." Fernando Pessoa |
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Stato negativo: personalità isterica
fortemente repressa; rinchiuso nel suo piccolo mondo, pecca di
mancanza di volontà e di
Stato positivo: attenzione, comprendere l'importanza degli errori, facile adattamento al cambiamento, imparare più facilmente o con più chiarezza; perspicacia, prontezza mentale, lucida vigilanza.
Disturbi
Guarigione: ci
apre gli occhi, mostrandoci che la fortuna o il destino non c'entrano con
le nostre difficoltà nel lavoro, nella
salute o nell’amore. Sviluppa la
consapevolezza delle nostre azioni e ci aiuta a ricordare. Ci rende più
attenti agli altri in modo da poter imparare da loro. Rinascono la consapevolezza del
reale, l’interesse, l’equilibrio.
Condizione che sviluppa, armonizza o risveglia: APPRENDIMENTO
CHAKRA: agisce sui vortici 3° e 6°
Enneagramma: 5 avarizia Analisi transazionale: Io - Tu + / Io - Tu - Affermazioni positive: imparo da ogni mia esperienza.
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